L’Energy manager PDF Stampa
di Antonio Viti   
mercoledì 25 febbraio 2009

In Italia la figura del “Responsabile per la Conservazione e l'Uso Razionale dell'Energia” (o “Energy Manager”) è stata introdotta per la prima volta con la Legge n. 10/91, art. 19.
La nomina di un Energy Manager è obbligatoria per tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore industriale, civile, dei trasporti e del terziario e che abbiano superato le soglie di consumo annuale che sono state stabilite dalla Legge n. 10/91.
Tali soglie corrispondono rispettivamente a:

  • nel settore industriale:                10.000 tep

  • nei settori civile, terziario e dei trasporti:        1.000 tep

L’Università rientra tra i soggetti che hanno l’obbligo di nomina di un Energy Manager, poiché i consumi annuali di energia dell’Ateneo pisano sono ben superiori ai minimi previsti dalla Legge n. 10/91 e si attestano sopra i 7.000 tep annuali (ad esempio, nel 2005, il bilancio è stato pari a 7.390 tep e nel 2006 pari a 7.367 tep).

 

L’Energy Manager (ai sensi di quanto riportato all’art. 19 della citata Legge n. 10/91) ha il compito di “individuare le azioni, gli interventi, le procedure e quant'altro necessario per promuovere l'uso razionale dell'energia, predisporre i bilanci energetici in funzione dei parametri economici e degli usi energetici finali, nonché i dati energetici di verifica degli interventi effettuati”. Come precisato nella Circolare Ministeriale n. 219/92, l’Energy manager si configura come un professionista “con funzioni di supporto al decisore” dell’Organismo che lo ha nominato, “in merito al miglior utilizzo dell’energia..non avendo peraltro responsabilità in merito all’effettiva attuazione delle azioni e degli interventi proposti, ma solo in merito alla validità tecnica ed economica delle opportunità di intervento individuate”.
Nell’ambito della struttura organizzativa dell’Università di Pisa, l’Energy Manager ricopre un ruolo tecnico-amministrativo, occupando una posizione di staff alla Direzione Amministrativa.
Tra le varie mansioni che sono di sua competenza vi sono l’individuazione delle caratteristiche energetiche dell’Università, il monitoraggio dell’andamento dei consumi, il calcolo del Bilancio Energetico dell’Ateneo, la definizione sia di proposte per interventi di risparmio energetico, sia di procedure per promuovere una più efficace e razionale utilizzazione dell’energia.
 In quest’ottica, nell’attività dell’Energy Manager hanno un ruolo centrale da un lato la promozione dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili od ad esse assimilate (ad es. il fotovoltaico o impianti di cogenerazione) presso le strutture dell’Ateneo, dall’altro la definizione di linee guida per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente dell’Università e sulle nuove strutture da realizzare, al fine di garantire un risparmio sui consumi energetici attuali e futuri.
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 Un “tep”, acronimo che indica una tonnellata di petrolio equivalente, rappresenta praticamente il calore sviluppato bruciando una tonnellata di petrolio ed è un´unità convenzionale utilizzata nei bilanci energetici per esprimere in una unità di misura comune tutte le fonti energetiche.

In pratica, si convertono in tep i consumi di combustibili diversi (gasolio, gas metano, gpl, ecc.) ed il consumo di energia elettrica, per avere quantità omogenee da sommare nei bilanci energetici.

Per capire meglio il significato di questa unità di misura, ricordiamo che l’energia prodotta da una tonnellata di petrolio e quindi un “tep” corrisponde all’energia ricavabile, ad esempio, da circa 1,3-1,4 tonnellate di carbone, da 4-5 tonnellate di lignite, da 1.000 mc di gas naturale.

 

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 12 maggio 2011 )
 
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