Il Protocollo di Kyoto
di Simona Comelato e Maurizio Rovini   
venerd́ 01 giugno 2007
Che cos’è?
E’ un accordo siglato nel 1997 da buona parte dei paesi industrializzati del mondo  e da quelli “ad economia in transizione” (paesi dell’Est Europeo) per porre un freno alla produzione ed all’immissione in atmosfera di gas nocivi che vanno ad alterare il naturale effetto serra, causando le mutazioni climatiche che da diversi anni si stanno ormai registrando sul nostro pianeta.
I sei gas serra presi in considerazione sono: l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto (N2O), gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoruro di zolfo (SF6). Il vapor d’acqua invece non è stato considerato, in quanto le emissioni dovute all’uomo ed alle sue attività sono estremamente piccole se paragonate a quelle enormi di origine naturale.
In tale accordo, che  prende il nome della città giapponese che ospitò i lavori, ogni paese sottoscrittore si impegnò a perseguire una riduzione delle proprie immissioni nell’atmosfera nel periodo dal 2008 al 2012; poiché l’obiettivo era la riduzione del 5% delle immissioni a livello globale, rispetto ai valori dell’anno 1990, fu stabilita  per ciascun paese sottoscrittore una specifica quota di riduzione.
Per i Paesi in via di sviluppo invece il Protocollo di Kyoto non ha previsto alcun obiettivo di riduzione, sebbene in queste regioni la crescita delle emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra stia avvenendo ad un ritmo che è circa triplo (+25% nel periodo 1990-1995) di quello dei Paesi sviluppati (+8% nello stesso periodo).

Quale obiettivo è stato stabilito per l’Italia  nel Protocollo di Kyoto?
Per l’Italia è stata prevista una quota di riduzione delle emissioni in atmosfera di gas nocivi del 6,5%,  corrispondente a 476 Mton di anidride carbonica in meno rispetto ai valori registrati nel 1990. Negli ultimi anni di fatto in Italia le emissioni nocive in atmosfera sono aumentate di circa il 12% rispetto al dato del 1990, per cui nel periodo 2008-2012 il nostro paese dovrà in realtà ridurre del  18,5%  le emissioni complessive.
Ultimo aggiornamento ( marted́ 17 marzo 2009 )